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lunedì 16 marzo 2015

Bacco Reunion Verona.Prenota #entroil18marzo2015

Bacco Reunion Verona.

Sabato 18 e 19 Aprile 2015

Clicca per Ascoltare la Canzone :
https://www.facebook.com/video.php?v=898704503525495&set=vb.543265389069410&type=2&theater

Ritrovo presso  Hotel Valpolicella International
via L.Beethoven 3,37029 San Pietro in Cariano Vr.

Trattamento B&B
 A Persona : Camera Singola 50 Euro
                    Camera Doppia 33 Euro
                    Camera Tripla    30 Euro

Incluso : Parking,Wi-fi,Aperitivo Serale,Accesso Animali Domestici,Colazione Dolce e Salata,Bambini che dormono con i Genitori nel letto Matrimoniale.
I prezzi restano gli stessi anche per coloro che posticipano o anticipano la partenza o  l'arrivo.
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Brindisi Gastronomico di Benvenuto
A Persona : 6,00 Euro
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Visita  Guidata :Nella  Citta' di  Verona Con ingresso in due Musei +Aperitivo e Spuntino.
A Persona : 16,00 Euro
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Cena Presso il Ristorante La Fontana ai Ciliegi
Via Valpolicella 84,San Pietro in Cariano Vr.

A Persona: 29,00 Euro 
 Menu' Classico o Vegetariano (Adulti )
Menu' Bambino 14,50 Euro
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Visita e Degustazione
Cantina Antolini PierPaolo e Stefano,Prognol
22, 37020 Marano in Valpolicella.
A Persona 5,00 Euro 
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Costo a Persona Tutto Incluso:
In Camera Singola 106,00 Euro
In Camera Doppia  89,00 Euro
In Camera Tripla    86,00  Euro
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Prenota Entro il 18 Marzo 2015




Contatti :

Telefono 3292168784

WhatsApp 3292168784

E-Mail  prenota@laroccavacancy.it

Effettuare Versamento di 35,00 Euro per partecipante.

Alla Posta Pay Intestata a Massimiliano Lami

Numero : 4023600590444883

Invia la copia del Versamento alla Mail, O Via WhatsApp.







VI ASPETTIAMO NUMEROSI,CI VEDIAMO A VERONA E IN VALPOLICELLA.


BUONA BACCO REUNION.

CLICCA QUI :
http://baccoperbaccoitalia.blogspot.it/2015/03/baccoreunionverona-18-19-aprile-2015-il.html

martedì 10 marzo 2015

#baccoreunionverona PRODOTTI TIPICI E FRUTTA DI VALPOLICELLA

PRODOTTI TIPICI  E FRUTTA DI VALPOLICELLA



Nelle colline della Valpolicella oltre alla vite si trovano altri frutti. Zona di prodotti tipici realizzati con tecniche tramandate fin dall'antichità.


IL FORMAGGIO  prodotto nel veronese è tra i più apprezzati proprio perchè viene prodotto in allevamenti di alta montagna che preservano le tradizioni tramandate da secoli per la preparazione di questo alimento. Gli allevatori, che possono disporre di ampi pascoli con una grande varietà di essenze erbacee, pastorizzano dapprima il latte interno, poi aggiungono fermenti lattici o siero innesto e caglio dolce; una volta rotta la cagliata, il formaggio viene messo prima in salamoia, poi in frigorifero da minimo una settimana a massimo un mese.
 I formaggi che vengono prodotti in Lessinia e nel veronese sono: il Monte Veronese, la Ricotta ed i formaggi con le erbe, formaggi freschi a cui vengono aggiunte erbe aromatiche, quali timo, rosmarino, salvia, cumino, sambuco, calendula, ortica, melissa, finocchio, malva, paglia d'avena o foglie di noce.




I SALUMI della Lessinia sono prodotti ancora secondo i metodi antichi, che ne preservano il gusto e sicuramente la genuinità. Tipici salumi della zona sono: il salame, il lardo ed il cotechino.
Per fare il salame si utilizzano differenti carni (spalla, pancetta, gola) che vengono tritate assieme, poi salate, pepate e talvolta viene aggiunto l'aglio. Il composto viene poi insaccato in un budello suino, si lessa e si appende per l'asciugatura e la stagionatura.
Particolarmente apprezzato è il salame all'Amarone che prevede l'affinamento del prodotto nel mosto del vino.
Il lardo veniva utilizzato negli anni passati in sostituzione del burro, appunto perchè andava ad insaporire i piatti. Si produce dal lardo della scapola di maiale ed il metodo di conservazione che viene fatto in Lessinia è davvero unico: il lardo infatti viene messo in seciari, recipienti in pietra di Prun, dove riposa mantenendo una temperatura interna costante e assorbendo gli aromi in modo lento ed omogeneo.
Il cotechino ha origini molto antiche e riguarda la lavorazione e la conservazione di tutte le parti del maiale. Oggi il cotechino è costituito da cotiche, muscoli particolarmente duri, polpe nervose e lardo, impastati insieme con sale grosso , pepe, spezie e aglio tritato o a spicchi; il tutto è successivamente insaccato in un budello di vacca o cavallo, per poi lasciarlo asciugare un giorno e conservarlo per un mese in un luogo buio e asciutto.




Gli apicoltori della Lessinia producono MIELE  di ottima qualità, rispettando tutte le fasi della lavorazione tramandate da centinaia di anni. Con il miele si produce pappa reale, propoli, ma anche candele, creme e balsami.
Il miele di Acacia, Il miele di Tiglio, Il miele di Tarassaco, Il miele di Castagno, Il miele di Ciliegio, Il miele di melata e Il miele di Millefiori.


La provincia di Verona, per le sue caratteristiche geografiche e climatiche, produce da sempre  un eccellente OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA. Negli oliveti della Valpolicella è diffuso anche il "Trepp", ottimo impollinatore di Favarol e Grignano, dotato anche di buona resistenza al freddo; la resa del suo olio delicato e pochissimo aspro si dimostra medio alta. Altre varietà sono il Leccino, il Casaliva o Frantoio, il Maurino, il Pendolino ed il Leccio del Corno.


La tradizione della coltura della CILIEGIA  è molto radicata, si stima infatti che fosse coltivata sin dalla paleoveneta o etrusco-retica che fiorì tra il VII e il V a.C.


Il PESCO  è un albero originario della Cina, dove è considerato simbolo d'immortalità, ed i cui fiori sono stati celebrati da poeti, pittori e cantanti.
Dall'oriente il pesco giunse al seguito delle carovane sino in Persia, da cui periva il nome della specie, e grazie ad Alessandro Magno si diffuse in tutto il bacino del Mar Mediterraneo. Il frutto arrivò a Roma nel I secolo d.C. e le testimonianze documentate sulla tradizione della coltura del pesco sono numerose. Negli ultimi ani, con l'introduzione dei marchi e dell'IGP, i produttori hanno sentito il bisogno di un marchio per qualificare maggiormente queste pesche. Così è nato il marchio Principesca. La produzione della pesca Principesca è legata in particolare al territorio dei comuni di Pescantina e Bussolengo e vi possono partecipare solo determinate varietà. Il prodotto è commercializzato esclusivamente tramite il mercato e deve essere raccolto in giornata. Esiste anche la denominazione Pesca di Verona che è riservata ai frutti a polpa bianca e a polpa gialla delle varietà a maturazione precoce, media e tardiva appartenenti alla specie Persica Vulgaris. La polpa è consistente, succosa, di sapore caratteristico e l'epidermide dal colore intenso. È caratterizzata da forma rotondeggiante e divisa da un solco longitudinale. La polpa, acidula e succulenta, racchiude un nocciolo con mandorla intera.




Il TARTUFO  nero della Lessinia proviene da tartufaie naturali e lo si raccoglie da Novembre a Marzo.







IL KIWI che viene coltivato soprattutto a Pescantina e nei comuni di Sant'Ambrogio di Valpolicella e di Dolcè, in filari simili a vigneti che vengono poi ricoperti da teli anti grandine che preservano al meglio l'integrtià del prodotto.
Il kiwi della Valpolicella ha un ruolo strategico perchè ha una maturazione più tardiva rispetto alle altre e non è un frutto che necessita trattamenti chimici.








Vi aspettiamo a #baccoreunionverona 18-19 aprile 2015.

EVENTO E PROGRAMMA :

http://baccoperbaccoitalia.blogspot.it/2015/03/baccoreunionverona-18-19-aprile-2015-il.html






le informazioni sono state ricavate da:

giovedì 5 marzo 2015

#baccoreunionverona I Vini di Valpolicella

I VINI DI VALPOLICELLA


VALPOLICELLA D.O.C.

I vini della Valpolicella sono caratterizzati dall'uso di varietà autoctone dal territorio. La base  è data prevalentemente dalla Corvina e dal Corvinone e dalla Rondinella e da altre varietà autoctone. La Corvina è la varietà più importante fra gli uvaggi del vino Valpolicella, grazie alle sue caratteristiche e proprietà, dando quindi struttura e corpo al vino Valpolicella. Le uve alla vendemmia presentano un livello zuccherino nella media e un'acidità variabile in ragione dell'andamento climatico della stagione vendemmiale. I vini prodotti, a seconda della zona di produzione, possono risultare da mediamente alcolici a poco alcolici, ben strutturati e con un quadro polifenolico interessante. Se la Rondinella risulta particolarmente importante per le tonalità di colore che riesce ad assicurare al vino, la Corvina e il Corvinone, ricchi di polifenoli e tannini, esprimono il meglio sotto il profilo.  
Valpolicella classico, l'uso della specificazione "classico" in aggiunta alla denominazione di origine controllata "valpolicella" , è riservato al prodotto della zona originaria più antica e vinificato nella zona stessa che comprende i 5 comuni di Sant'Ambrogio di Valpolicella, Fumane, San Pietro in Cariano, Marano e Negrar.

AMARONE DELLA VALPOLICELLA


L'Amarone della Valpolicella è un vino dal colore rosso carico tendente eventualmente al granato con I'invecchiamento. Il profumo ricorda la frutta passita, il tabacco e le spezie, anche grazie alle muffe nobili createsi nel corso dell'appassimento. Il sapore di grande intensità con evidenti note di frutta passita, ha personalità forte e può superare i vent'anni di conservazione.
Prodotto con ogni crisma e lasciato pazientemente maturare l'Amarone diventa un vino assolutamente unico nel panorama mondiale e inimitabile, dal colore intenso e luminoso, dai profumi intensi di ciliegia, ribes, cioccolato e spezie, ricco di sostanza, molto strutturato, pieno,elegante,perfettamente equilibrato, dotato di una piacevolezza, di una morbidezza al gusto, di una dolcezza d'espressione, di una lunghezza che conquistano sin dal primo assaggio. A differenza degli altri grandi rossi da invecchiamento italiani, i suoi tannini rotondi.
Uno dei più importanti rossi italiani. Nel quarto secolo dopo Cristo, Cassiodoro, ministro di Teodorico, re dei Visigoti, descrive in una lettera un vino ottenuto con una speciale tecnica d'appassimento delle uve, chiamato allora Acinatico, prodotto in quel territorio denominato Valpolicella (nome che secondo alcuni deriverebbe dal latino "Vallis-polis-cellae" e potrebbe significare "Valli dalle molte cantine"). L'Acinatico è senza dubbio l'antenato del Recioto e dell'Amarone. Un tempo in Valpolicella era prodotto solo il Recioto, un vino vellutato e dolce (il cui nome deriva dal termine dialettale "recia", in altre parole orecchia, perché in origine era utilizzata solo la parte più alta e meglio esposta del grappolo), ma con il passare del tempo ed il mutare delle stagioni, le uve, sebbene lavorate nella stessa maniera, diedero progressivamente vita, a seguito della fermentazione, ad un vino notevolmente più secco rispetto all'originario. 




VALPOLICELLA SUPERIORE D.O.C



Il Valpolicella Superiore si diversifica rispetto al Valpolicella per una alcolicità più elevata, l'acidità più bassa, una maggior rotondità, un più elevato valore in estratti e in sostanze fenoliche; esso, secondo il disciplinare, deve subire un invecchiamento di almeno un anno.
Proveniente da uve scelte, di idonee posizioni, la tipologia "Superiore" deve avere un affinamento minimo di un anno e può così presentarsi con il caratteristico colore rubino con alcune note granate; il profumo, lievemente etereo e di vaniglia; il sapore affinato, armonico, secco e vellutato.


VALPOLICELLA RIPASSO



Considerato forse a torto il "fratello minore" dell'Amarone il "Valpolicella Ripasso" . Il Valpolicella Ripasso doc è ottenuto dal contatto del Valpolicella base sulle vinacce residue dell'Amarone per circa 15/20 giorni. 


RECIOTO DELLA VALPOLICELLA


… Usanza ricordata da Cassiodoro (VI secolo) il quale nella sua famosa lettera ai Possessori Veronesi scriveva: «Scelta l'uva nell'autunno dalle domestiche pergole, sospendesi rivoltata...».

Ottenuto dall'appassimento delle uve conservate in fruttai per 100/120 giorni e da un arresto della fermentazione per conservare la percentuale di zucchero necessaria a garantire la struttura tipica di questo vino. E' il fulcro della storia e della tradizione della Valpolicella. Come l'Amarone è un vino di grande struttura e buona alcolicità, con residui zuccherini tali da renderlo dolce o amabile.
L'appassimento delle uve che generalmente è condotto in locali (fruttai) ubicati in collina per le migliori condizioni metereologiche, si protrae dopo la vendemmia per un periodo variabile dai 100 ai 120 giorni: l'effetto più appariscente si manifesta con l'essiccamento dell'uva e il conseguente aumento del contenuto zuccherino e degli estratti.
Tale concentrazione è solamente uno dei tanti fenomeni che coinvolgono la composizione dell'acino; in realtà durante l'appassimento si verifica un intenso metabolismo a carico dei principali costituenti dell'uva.
Le uve appassite vengono inoltre utilizzate per la tecnica del "ripasso"; questa pratica tradizionale può essere effettuata con due modalità ben distinte: mediante macerazione delle vinacce fermentate di uve appassite da cui è stato ottenuto il Recioto con un'aliquota di vino Valpolicella oppure il rigoverno del vino Valpolicella con uve appassite.
Le tecniche del "ripasso" sono generalmente utilizzate per l'elaborazione del Valpolicella Superiore; anche questo vino quindi si avvale, seppur limitatamente e con modalità diverse rispetto al Recioto e all'Amarone, del processo di appassimento in fruttaio delle uve.
Le uve destinate alla preparazione del Recioto provengono dalle varietà Corvina, Rondinella e Corvinone.

Vi aspettiamo a #baccoreunionverona 18-19 aprile 2015 .


Le informazioni sono state ricavate da :

EVENTO #baccoreunionverona 



martedì 24 febbraio 2015

#baccoreunionverona La Valpolicella

                              La Valpolicella 


Vallis Polis Cellae, valle dalle molte cantine. 



Il territorio della Valpolicella si estende per 240 kmq ed è situato nel nord Italia, nella regione Veneto, a nord-ovest di Verona. Questo territorio, ricco di cultura ed enogastronomia, è delimitato: a nord dalle Prealpi Orientali, a sud dal fiume Adige, a ovest dalla Valdadige e ad est dalla città di Verona. Il vicino Lago di Garda si trova invece a 15 km più a ovest; si differenzia dalle zone circostanti per la sua particolare conformazione orografica, caratterizzata da valli longitudinali da sud verso nord e pertanto molto favorevole al sollevamento delle masse d’aria lungo i pendii, quando soffiano forti venti meridionali. Inoltre l’area è ben protetta a nord dalle Prealpi della Lessinia. 



La Valpolicella è composta da otto comuni, Sant'Ambrogio di Valpolicella, Dolce', Fumane, Marano di Valpolicella, Negrar, Pescantina, San Pietro in Cariano e sant'Anna D'Alfaedo. 
I primi insediamenti umani, risalenti al Paleolitico, aumentano nel Neolitico e nell'età del bronzo grazie alla facile reperibilità della selce (materiale litico adatto alla lavorazione) presente in quantità tali da creare un'esportazione verso l'Europa centrale.





L'arrivo dei Romani, alla fine del III° sec. a.C., segna la conclusione della Preistoria. All'epoca popolava la Valpolicella la prima grande comunità organizzata: gli Arusnati. A questa comunità i Romani garantirono una forma di autonomia amministrativa che permise loro di diventare sinonimo di Valpolicella per i successivi due millenni.
Il fatto storico più importante fu l'insediamento nella Valpolicella della Tribù Pobilia nel 49 d.C. con conseguente passaggio in zona della Via Claudia Augusta Padana (Modena-Brennero); già in quest'epoca la nostra regione venne apprezzata per la produzione del vino.Dopo gli Ostrogoti, il dominio Longobardo lasciò molte testimonianze tra cui la formulazione nel 643 dell'Editto di Rotari in località Castelrotto.
Nell'800 Carlo Magno conquistò la regione e la divise in due valli, successivamente l'imperatore Berengario emanò due decreti nell'anno 905, uno da Castelrotto e uno dalla Pieve di S. Floriano.
Con l'inizio dell'anno Mille cominciarono a sorgere i primi Comuni, simbolo di ciò le torri campanarie con la duplice funzione civica e religiosa.
Nel secolo successivo nacque il nome Valpolicella (a sostituire i nomi Veriago e Pruviniano) che venne ufficializzato nel 1117 da Federico Barbarossa. Nel 1311 la regione venne ceduta in feudo a Federico della Scala che assunse il titolo di Conte; nel 1404, cessando la signoria degli Scaligeri, la Valpolicella, come Verona, si consegnò a Venezia. Sede del Vicariato fu San Pietro in Cariano ma dal 1550, alla fine della Repubblica di S. Marco, il territorio di Sant'Anna d'Alfaedo costituì un Vicariato autonomo.
Il periodo dal 1517 alla fine della Serenissima fu segnato dalla peste. Seguì poi un periodo tranquillo fino all'arrivo delle truppe Napoleoniche che operarono diversi saccheggi; successivamente la vita riprese grazie alla costituzione del Regno Lombardo Veneto dal 1814 al 1866. Con l'inizio del XX° secolo i ritmi iniziarono a cambiare e ad accelerare soprattutto dal 1955 in poi, periodo che ha visto i contadini e gli artigiani del marmo trasformarsi negli attuali piccoli e medi imprenditori.
Oltre a godere di un ottimo clima, quest’area offre incomparabili bellezze: lungo Le strade del vino si possono ammirare splendidi paesaggi, che si articolano tra il verde dei vigneti e le suggestive bellezze naturali e storico artistiche. È possibile degustare le tipicità gastronomiche nelle osterie e visitare le cantine. 


Foto di Recchiavini.it 


Le informazioni sono state prese da http://www.valpolicellaweb.it

                                                             http://www.stradadelvinovalpolicella.it 

                                                             Vi aspettiamo! 

                Per ulteriori informazioni : baccoperbaccoita@gmail.com
                                                           www.baccoperbaccoitalia.blogspot.it


                                                               #baccoreunionverona
                                                               #baccoreunion
                                                               #viaggiatoridelgusto 

lunedì 23 febbraio 2015

#baccoreunionverona La Città di Verona

                          


                                                                VERONA 



« Non c'è mondo per me aldilà delle mura di Verona: c'è solo purgatorio, c'è tortura, lo stesso inferno; bandito da qui, è come fossi bandito dal mondo, e l'esilio dal mondo vuol dir morte. »

William Shakespeare, Romeo e Giulietta, atto III, scena III 






Il glorioso passato romano, i secoli tumultuosi e oscuri dell'alto medioevo, gli splendori della corte scaligera e i fasti decadenti della lunga parentesi veneziana. 
Capoluogo di Provincia situata in Veneto, Verona "La città scaligera",nota come luogo della tragedia di Romeo e Giulietta, è stata dichiarata Patrimonio mondiale Unesco per la sua struttura urbana e per la sua architettura ; “La storica città di Verona, fondata nel I secolo a.C. ha conosciuto periodi d’espansione nel XIII e XIV secolo sotto il dominio della famiglia degli Scaligeri e dal XV al XVII secolo sotto la Repubblica di Venezia. Costituisce, inoltre, un eccezionale esempio di piazzaforte. Verona ha conservato un notevole numero di monumenti antichi, di epoca medioevale e del Rinascimento. E’ una città di cultura e di arte." 
La città sorge lungo le rive del fiume Adige nel punto in cui questo entra nella pianura padana e forma un caratteristico doppio meandro,a una trentina di chilometri a est del lago di Garda. È situata a 59 metri sul livello del mare. 
Anticamente la città era un punto nodale di tutti i sistemi di trasporto terrestre e acquatico dell'Italia nord-orientale. Al tempo dei romani  infatti, era il punto di incontro di quattro strade consolari: la via Gallica, la via Claudia Augusta, il vicum veronensium  e la via Postumia. Ancora oggi Verona costituisce un importante nodo geografico - stradale, ferroviario e autostradale -, al crocevia tra le direttrici che collegano l'Italia centrale e nord-occidentale con il passo del Brennero. 








Cosa vedere a Verona... 

Arena di Verona, Piazze Erbe,Piazza Dante,Ponte Pietra,Castelvecchio,Museo civico di Castelvecchio,Arche Scaligere,Piazza dei Signori, Via Cappello e la Casa di Giulietta,Chiesa di Santa Anastasia,Duomo,Chiesa di San Zeno,Giardino Giusti, Ponte Pietra e Teatro Romano. 





Musei... 

Museo Lapidario Maffeiano, Museo degli affreschi, Museo Africano, Museo Canonicale, Museo Miniscalchi Erizzo, Galleria D'Arte Moderna, Museo Archeologico, Museo degli Scavi Scaligeri, Museo Storia Naturale. 

Per maggiori informazioni: http://www.veronissima.com/ita.html

Vi aspettiamo! 


                             


                                                          La foto è di David Henderson

                                     https://www.flickr.com/photos/violinconcertono3/7948804288/






                                 Per ulteriori informazioni contattare : baccoperbaccoita@gmail.com
                                                        www.baccoperbaccoitalia.blogspot.it
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