PASQUA IN BASILICATA: IL PRANZO E’ SERVITO!
Pasqua non è soltanto il culmine di celebrazioni religiose che cominciano con la Quaresima e si protraggono fino alla Settimana Santa. È anche la fine di un periodo di magro, o addirittura di digiuni per i cristiani più devoti, cominciato alla fine del Carnevale. Ma per tutti le celebrazioni pasquali si collocano in un importante momento di passaggio calendariale: in questo momento sta entrando la primavera, la vegetazione si risveglia e procede più speditamente verso la crescita.
La cucina del periodo di Pasqua è molto influenzata da tradizioni simboliche, tipiche di territori dove diversi e tanti popoli, culture e religioni hanno sostato per secoli.
Emblematica è la storia della cucina lucana, ancora sconosciuta e ricca di simbolismi legati agli eventi religiosi, alle festività cosmiche e alle tradizioni.
A Pasqua, in Basilicata, si usa combinare tre elementi/alimenti che configurano la sacralità della morte e risurrezione del corpo di Cristo, dove l’uomo chiede purificazione attraverso l’elemento/alimento madre, il cibo. Il pranzo pasquale è indirizzato dalla unione dei tre alimenti che compongono il sacrificio e la redenzione: l’uovo, simbolo della morte e risurrezione nella Pasqua, il formaggio, derivato dal latte, simbolo di purezza e di verginità, il verde colore dei vegetali, che Madre Terra nel periodo pasquale ci offre, quali asparagi, cardi, piselli, finocchietto o altri tipi di vegetale. Ovviamente non possiamo dimenticare l’agnello o il capretto, loro malgrado, protagonisti nelle libagioni pasquali. Il consumo rituale della sua carne è prescritto nell’Antico Testamento, e, in ogni caso, si collega alla figura di Cristo “agnello di Dio” del quale, per i cristiani, bisogna mangiare simbolicamente il corpo: “Se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo - scrive l’apostolo Giovanni - e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita”.
Il menù pasquale tipico del mio paesino- Tolve (Pz)- è il seguente:
ANTIPASTO: uovo sodo;
PRIMI PIATTI: “ u’ sc’scill’ ”, agnello con asparagi selvatici, uova e formaggio primo sale;
Cardoni con bollito di carne e finocchietti selvatici;
Sc’scill’
SECONDO PIATTO: carne di capretto o di agnello arrostita.
I primi piatti si mangiano accompagnati da un tipo di pane che ha diverse forme: pesce, treccia, ecc..chiamata “ masces’ ”. La “ masces’ ” può essere dolce o salata, secondo i gusti.
Masces’
Molto diffusa è la “ pizza palom’ ”, torta rustica simile al casatiello napoletano, preparata prevalentemente con formaggio, ricotta, soppressata e uova.
Pizza Palom’



